Quando un dipendente pubblico termina un rapporto di lavoro, sia a causa di un licenziamento che presentando le proprie dimissioni, egli ha diritto a ricevere una liquidazione economica conosciuta con il nome di buonuscita.
Come è facile immaginare, questo contributo economico costituisce una forma di guadagno importantissima per chi è alla ricerca di un nuovo posto di lavoro ed è essenziale sapere a quanto ammonta.
L’obiettivo della seguente guida, dunque, è quello di mostrare al lettore come si calcola la buonuscita, illustrando l’operazione da eseguire per ricavare l’importo lordo ed esaminando le modalità attraverso cui può essere accreditata sul conto del richiedente.
Cos’è l’indennità di buonuscita?
I lavoratori dipendenti hanno diritto a un’indennità nel momento in cui terminano un rapporto di lavoro. Nel caso in cui si tratti di dipendenti statali assunti a tempo indeterminato entro il 31/12/2000, tale contributo economico prende il nome di indennità di buonuscita.
Questa somma di denaro viene erogata qualunque sia la causa per il quale finisce il rapporto lavorativo, sia che si tratti di licenziamento, pensionamento o dimissioni.
Chi ha diritto alla buonuscita?
Entrando più nel dettaglio, le categorie di lavoratori statali cui spetta tale somma di denaro sono:
- i dipendenti dei Ministeri
- i dipendenti delle Agenzie Fiscali
- i dipendenti delle Scuole
- i dipendenti delle Università
- i dipendenti dell’AFAM
Come calcolare la buonuscita
La procedura per eseguire il calcolo della buonuscita sono spiegate in modo chiaro sul sito dell’INPS. Come si legge sul portale dell’ente nazionale, per ricavare la cifra dell’indennità è necessario:
- Tenere in considerazione l’ultima retribuzione annua lorda (tredicesima inclusa) e calcolarne l’80%
- Dividere il risultato ottenuto per 12
- Moltiplicare la cifra per gli anni di servizio
Formula per calcolare la buonuscita
Traducendo quanto scritto sopra in una formula matematica, otteniamo:
( (80% RAL) / 12 ) ⋅ anni lavorati
Nel calcolo non vengono tenuti in considerazione gli anni in cui si ha lavorato meno di 6 mesi, mentre gli anni in cui si ha lavorato più di 6 mesi ma meno di un anno vengono calcolati come anni interi.
Esempio di calcolo della buonuscita
Vediamo ora un esempio di calcolo della buonuscita.
Supponiamo che la tua ultima RAL corrisponda a 30.000€ e che tu abbia lavorato per 37 anni. Per ricavare la buonuscita dovrai eseguire il seguente calcolo:
80% di 30.000€ = 24.000€
24.000 /12 = 2.000€
2.000*37 anni lavorati = 74.000€
74.000€ corrisponde quindi all’indennità di buonuscita a cui hai diritto.
Richiesta e modalità di pagamento
Per ottenere l’indennità di buonuscita non è necessario fare alcuna domanda. Questo contributo economico, infatti, ti verrà erogato non appena verrà certificato il termine di rapporto del lavoro.
L’accredito della somma può avvenire in vari modi:
- in un’unica volta (nel caso in cui la buonuscita non superi i 50.000€)
- in 2 rate (se la cifra supera i 50.000€). In questo caso la prima rata sarà di 50.000€ e la seconda andrà a saldare l’importo mancante
- in 3 rate (se la cifra supera i 100.000€). In questo caso il pagamento avverrà in 3 anni e il primo anno verranno versati 50.000€, mentre l’anno seguente e quello successivo riceverai il resto.
A cosa serve saper calcolare la buonuscita
Sapere come si calcola la buonuscita serve per:
- capire con esattezza la cifra che si riceverà dopo il pensionamento, le dimissioni o il licenziamento
- trattare in caso di dimissioni o licenziamento e ottenere un’indennità aggiuntiva
- verificare la correttezza del TFR in base alla retribuzione maturata
