Quante volte abbiamo sentito parlare di PIL in economia? Questa misura rappresenta uno dei principali criteri in base al quale è valutata la ricchezza di un territorio ed è importante conoscere la procedura e la formula attraverso cui viene ricavata.
L’articolo di oggi partirà fornendo al lettore una definizione chiara di PIL e proseguirà spiegando a cosa serve e il valore che questa misura ha in economica. Fatto questo, il passo seguente sarà quello di spiegare come si calcola il PIL e illustrare la formula matematica.
Cos’è il PIL? Definizione
Il PIL (prodotto interno lordo) corrisponde al valore dei servizi e dei prodotti realizzati all’interno di uno Stato in un determinato lasso di tempo. Questo valore si ricava da un processo di scambio, vale a dire dalla vendita di quei prodotti e quei servizi, con esclusione di quelli prodotti e destinati all’autoconsumo o quelli a titolo gratuito.
Nel determinare il prodotto interno lordo di uno Stato, non conta la nazionalità del produttore, ma il luogo nel quale il prodotto/servizio viene realizzato. Pertanto, un abito prodotto in Italia da una ditta albanese rientra all’interno del Pil italiano. Al contrario, un abito prodotto in Albania da una società italiana, rientra a pieno titolo nel PIL albanese.
Significato di PIL pro capite
Oltre a PIL, in economia viene utilizzata anche un’altra accezione, ovvero PIL pro capite. Esso corrisponde alla ripartizione del PIL reale per la popolazione complessiva di un Paese e conduce al valore medio della produzione ottenuta nell’economia di uno Stato in un certo periodo di tempo.
A cosa serve il PIL
Conoscere il PIL del proprio Paese aiuta a definire lo stato di salute dello stesso a livello economico. Il valore del prodotto interno lordo, infatti, dichiara la capacità che uno Stato ha di produrre e vendere prodotti e servizi.
Sia in politica che in economica, il PIL è un elemento essenziale. Esso, infatti, ha un potere enorme nel direzionare le scelte di un Paese.
Come calcolare il PIL
Il calcolo del PIL può avvenire in 3 modi differenti. Ognuno di questi metodi dipende dal punto di vista da cui si decide di esaminare il valore.
Metodo della Spesa
Questo metodo esamina il PIL dal punto di vista di chi acquista e paga un servizio/prodotto.
In questo caso, l’operazione da fare per calcolare il PIL è la seguente:
spesa totale delle famiglie + saldo degli investimenti (investimenti – disinvestimenti) + spesa pubblica + esportazioni – importazioni.
E può tradursi nella seguente formula: Y(PIL)=C+I+G+(X-M)
dove:
- C = consumi;
- I = investimenti privati;
- G =spesa pubblica dello Stato;
- X = esportazioni;
- M = importazioni
Metodo del Valore Aggiunto
Questo metodo esamina il PIL dal punto di vista di chi vende il prodotto/servizio. In tal caso, il valore del PIL corrisponde ai ricavi totali dei prodotti finali al netto dei costi.
Proviamo a semplificare la spiegazione fornendo un esempio. Se produco un abito pagando 100€ per il sarto e 50€ per la stoffa e poi decido di vendere il vestito a 200€, mi ritroverò un incremento netto del PIL di 50€.
Metodo dei redditi
Questo metodo esamina il PIL dal punto di vista dei fattori impiegati per arrivare alla produzione del bene finale. Qui la formula da applicare sarà:
somma dei redditi degli abitanti del Paese + cedole obbligazionarie + dividendi azionari + imposte.
A cosa serve saper calcolare il PIL
Sapere come si calcola il PIL è importante per:
- calcolare la ricchezza di un Paese
- valutare l’economia di uno Stato
