Come si calcola il reddito può essere in alcuni casi semplice ed in altri molto laborioso. Il calcolo, infatti, dipende dalla tipologia di reddito. Sebbene sembri facile dare una definizione di “reddito” vedremo che ci sono delle caratteristiche fondamentali che lo caratterizzano.
Per reddito s’intende un’entrata netta, misurata in quantità monetarie, che un soggetto percepisce in un dato periodo di tempo.
Tuttavia la sua natura è essenzialmente variabile nel tempo ed è questo che lo differenzia dai concetti di rendita e patrimonio. La prima è un’entrata variabile espressa però in intervalli regolari. Il secondo è invece l’espressione di una determinata ricchezza in un dato momento nel tempo.
Calcolo del reddito: principali tipologie
Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) è una legge italiana che regolamenta il fisco e definisce le varie tipologie di reddito. Nel dispositivo dell’articolo 6 del TUIR si notano le seguenti categorie reddituali:
- redditi fondiari: consistono nelle entrate derivate da beni immobili. Ad esempio l’affitto di un appartamento verrà considerato un reddito fondiario.
- redditi di capitale: sono quelle entrate derivate dall’attività finanziaria. Una plusvalenza ricavata in borsa sarà considerata un reddito da capitale.
- redditi di lavoro dipendente: forma di reddito che deriva dall’assunzione diretta da parte di un privato o da parte dello stato. Consiste in sostanza nel classico stipendio percepito mensilmente.
- redditi di lavoro autonomo: è il reddito derivato dalle fatture emesse da un libero professionista. Figure professionali come architetti, geometri, avvocati etc. percepiscono questa tipologia di reddito.
- redditi di impresa: appartengono a questa categoria tutte le entrate derivate da imprese commerciali ed agricole indicate rispettivamente nell’art. 2195 e nell’art. 32, comma 2, lettere b) e c) del codice civile.
- redditi diversi: questa è una categoria estremamente eterogenea che accorpa tutti quei redditi che non rientrano nelle categorie precedentemente citate. Ne fanno parte essenzialmente plusvalenze isolate, plusvalenza immobiliari, vincite alla lotteria, immobili situati all’estero, etc.
Come calcolare il reddito personale
Il reddito individuale è la somma di tutte le entrate di una singola persona. Si compone quindi di reddito da lavoro, reddito da capitale e da trasferimenti di denaro. Possono far parte di questo tipologia di reddito anche le entrate derivate dagli affitti di immobili, da interessi percepiti, dai sostegni statali e da eventuali dividendi.
Per effettuare un calcolo del reddito personale ci sono tre modi:
- Certificazione unica (Ex modello CUD): Si tratta di un documento fiscale che testimonia il percepimento di un reddito da parte di un contribuente, sia esso un lavoratore dipendente o autonomo. Nel caso di lavoratore dipendente la certificazione andrà inviata dal datore di lavoro all’agenzia delle entrate. Il lavoratore dovrà poi inserire la documentazione nel modello 730 o 730 precompilato.
- Modello unico persone fisiche: questo è il modello utilizzato dai lavoratori autonomi con partita Iva. E’ più specifico della certificazione unica perché richiede anche l’entità dei contributi versati, gli eventuali investimenti all’estero.
- Modello 730 e modello 730 precompilato: le certificazioni di lavoratori dipendenti e pensionati andranno inserite nel modello 730 o 730 precompilato, a seconda dei casi, per effettuare la dichiarazione dei redditi. Qui sarà possibile inserire le detrazioni fiscali cui si ha diritto in base alla propria situazione reddituale.
Come si calcola il reddito familiare
Per sapere come si calcola il reddito familiare basterà sommare i redditi dei singoli individui, considerati annualmente, che compongono il nucleo familiare. I redditi che vanno sommati per ottenere il reddito familiare sono:
- Redditi da lavoro dipendente
- Redditi a tassazione separata
- Redditi fondiari
- Redditi con ritenuta d’acconto o imposta sostitutiva
Non vanno sommati al reddito del nucleo familiare le seguenti entrate:
- Assegni familiari
- Buonuscita o TFR
- Risarcimenti di vario tipo, ad esempio le rendite da infortunio sul lavoro
- Pensioni d’accompagnamento e di guerra.
Come calcolare il reddito d’impresa
Per calcolare il reddito d’impresa ci saranno essenzialmente due modi differenti che si applicano a seconda del volume d’affari dell’impresa.
Le imprese che si trovano nei regimi semplificati dovranno determinare il reddito in fase di compilazione della dichiarazione dei redditi e inserendo nei relativi riquadri i valori dell’attività aziendale.
Per le imprese in regime ordinario sarà necessario effettuare un’elaborazione extracontabile durante la dichiarazione dei redditi. La base imponibile sarà determinata dalla situazione contabile finale che segue le scritture di assestamento.
Tipologie di contribuzione reddito d’impresa:
- Contribuzione minima: si trovano in questa categoria i contribuenti con ricavi inferiori a 30mila euro annui, non hanno costi per lavoratori dipendenti, non hanno investito in beni strumentali per 15mila euro nei tre anni precedenti e non effettuano cessione all’esportazione.
- Contribuzione semplificata: appartengono a questa categoria le aziende di servizi con un volume d’affari inferiore a 309.874 euro e le aziende commerciale e industriali con volume d’affari inferiore a 516.467 euro.
- Contribuzione ordinaria: sono soggetti alla contribuzione ordinaria tutte le persone fisiche e le società di persone che non rientrano nei casi citati in precedenza, relativi cioè alla contribuzione minima e quella semplificata.
