Nel mese di dicembre, sono numerosi i lavoratori che aspettano di trovarsi in busta paga la tredicesima mensilità. Nata come un’erogazione volontaria da parte dei datori di lavoro, oggi la 13esima mensilità è diventata un obbligo previsto da tutti i CCNL vigenti in Italia.
Questo premio di fine anno spetta sia ai lavoratori dipendenti che ai pensionati ed è un ottimo modo per concludere l’anno con maggiore serenità.
Visto il gran numero di persone a cui tale premio è destinato, nell’articolo di oggi abbiamo deciso di spiegare come si calcola la tredicesima, in modo che ognuno sia in grado di ricavare l’importo che gli spetta in totale autonomia.
Che cos’è la tredicesima mensilità?
Per 13° mensilità si intende una retribuzione economica che viene corrisposta ai lavoratori dipendenti con CCNL e ai pensionati alla fine di ogni anno, più precisamente nel mese di dicembre. Questo premio economico si aggiunge alle 12 mensilità previste per ogni lavoratore e viene calcolato in relazione ai mesi in cui si ha lavorato durante l’anno.
A chi spetta la tredicesima
Inizialmente, aggiungere la tredicesima in busta paga non era un obbligo, ma corrispondeva a una sorta di “premio” che il datore di lavoro poteva fare ai propri dipendenti. Questa possibilità divenne legge nel 1937 e, originariamente, venne riservata solo agli impiegati del settore industriale.
Con il tempo, poi, la misura si estese anche agli operai, fino ad arrivare a coinvolgere tutte le categorie di lavoratori subordinati (pubblici e privati) sia a tempo determinato che indeterminato, i titolari di pensione di anzianità, i titolari di pensioni ai superstiti e di reversibilità e per finire i titolari di prestazioni assistenziali.
Come si matura la tredicesima?
La tredicesima matura nel corso del rapporto di lavoro e dipende strettamente dai mesi lavorati durante l’anno. Tuttavia, il contributo economico matura anche in alcuni casi di assenza dal lavoro retribuita tra i quali rientrano:
- le ferie
- la malattia
- l’infortunio
- la maternità
- la cassa integrazione
Al contrario, la tredicesima NON viene maturata nel caso di:
- lavoro straordinario
- aspettativa
- percezione di un’indennità per ferie non godute
Come matura la tredicesima per i part-time?
Per i lavoratori part-time il discorso è leggermente differente.
Questa categoria di lavoratori matura la tredicesima in relazione all’orario di lavoro previsto. Se un dipendente part-time svolge 20 ore settimanali, egli maturerà il 50% di quanto è previsto nel suo CCNL. Se invece svolge 30 ore settimanali, il lavoratore maturerà il 75% di quanto è previsto nel CCNL di riferimento.
Come calcolare la tredicesima
Esiste una formula specifica per il calcolo della tredicesima ed è la seguente:
retribuzione lorda (inclusi eventuali scatti di anzianità) X numero di mesi lavorati diviso 12
Nonostante rientri a tutti gli effetti tra le mensilità annuali percepite dal lavoratore, l’importo della tredicesima è minore rispetto allo stipendio mensile, Questo è dovuto al fatto che la 13esima è più tassata rispetto alla normale busta paga.
Alla percentuale della tredicesima, infatti, vanno sottratti i contributi previdenziali e fiscali e non vanno applicate le detrazioni per il lavoro dipendente spettanti per l’anno precedente.
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Quando viene pagata la tredicesima?
La tredicesima può essere erogata sia come busta paga aggiuntiva che attraverso un cedolino. Essa viene sempre pagata nel mese di dicembre, in prossimità delle festività natalizie. In alternativa, è possibile chiedere al datore di erogare questo contributo economico in più rate lungo il corso dell’anno.
Ai pensionati la tredicesima arriva il 1° dicembre mentre, per i lavoratori dipendenti, essa, generalmente, viene saldata entro il giorno di Natale.
Per i dipendenti pubblici, invece, la legge prevede che il contributo economico venga corrisposto ai dipendenti entro i primi 15 giorni del mese di dicembre.
